Il loro primo diritto è la bellezza

“Il loro primo diritto è la bellezza”. Così Andrea Nembrini, a Rimini il 14 dicembre scorso in sala Manzoni e nella mattinata del 14 e del 15 in due scuole del circondario (Valgimigli e Volta Fellini), lancia la campagna di solidarietà con cui anche quest’anno AVSI  intende sostenere i propri progetti sparsi per il mondo.

Una bellezza che si percepisce nitidamente nel filmato proiettato quella sera e che vi riproponiamo qui sulle nostre pagine e nel nostro canale YouTube.

Ricordiamo che per il 2017-2018, la raccolta fondi andrà a quattro progetti in particolare. Tra le realtà sostenute spicca l’associazione Portofranco, rappresentata venerdì sera da Gabriella Giavolucci, ovvero una rete di insegnanti che offre lezioni e supporto allo studio gratuitamente a chiunque lo richieda. Un’attività che si è dimostrata importantissima per l’integrazione di ragazzi stranieri, oltre che per tanti alunni italiani.

Oltre a Portofranco, i fondi raccolti andranno per la costruzione di un asilo a Qaraqosh, un Ospedale in Siria e per la Luigi Giussani High School a Kampala in Uganda, dove è direttore didattico proprio Andrea Nembrini, presente nella serata insieme a Maria Ricci, intervenuta in rappresentanza di AVSI. L’incontro è stato moderato dal riminese Leo Capobianco, per decenni missionario in Africa e da qualche mese rientrato in Italia.

Andrea Nembrini ha raccontato una realtà lontano mille miglia da noi, e non solo geograficamente (povertà, violenza, bambini che non conoscono gli adulti se non per percosse e violenze), ma a cui si può rispondere unicamente accendendo “la” speranza, che è “il” grande bisogno di tutti noi e di tutto il mondo “civilizzato”.

Ecco allora l’importanza di questa scuola bella, “troppo bella” – ha detto Nembrini – per quel che sono le esigenze di bambini abituati al fango, a girare semi nudi, privi di futuro, ma non “troppo bella” per il desiderio di verità e per il bisogno di vivere che essi manifestano. Bisogno di infinita bellezza, verità e amore che è il vero punto di ripresa di una nuova civiltà.

Una scuola nata dalle “donne di Rose”, come si evince dal filmato, l’infermiera che lavora con donne affette da AIDS e che, in un percorso di guarigione, hanno desiderato una scuola per i loro figli, perché anch’essi potessero vivere quel sussulto di speranza che le ha rimesse in vita.

Impossibile sintetizzare gli spunti, incarnati dalla voce e dallo sguardo di Andrea e di Maria, se non per incompleti flash (che lasciamo alle immagini del video). Flash che hanno il solo scopo di suggerire che, come attesta l’evento del Natale che stiamo festeggiando, in ogni circostanza si accende una luce, a partire da quel giorno in cui un Dio ha deciso di divenire instancabile compagno dell’uomo.

In ogni circostanza è presente, da allora,  la speranza (affidabile) di poter ripartire.

La scoperta di questa possibilità è anche il nostro augurio di Natale per tutti coloro che abbiamo incontrato in questo appassionante anno di attività e per tutti coloro che si sono imbattuti in queste parole e questo video.  Buon Natale!

Qui un ampio resoconto dell’intervento di Andrea Nembrini.

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