Silence, un film che accende la domanda

Ho visto al cinema  Silence, l’ultimo film di Martin Scorsese. Il film mi è piaciuto e vorrei consigliare la visione. Non in quanto si tratta di un film che “possa piacere”, quanto perché ho visto quel che “può fare”.

Vado con ordine: come ogni tanto mi capita, e come provo a far capitare sempre più spesso, sono entrato in sala privo del “bagaglio”, spesso gravoso, della lettura previa di recensioni o opinioni. L’unica cosa che forse avevo carpito era che il film era ambientato in Giappone nel sedicesimo o diciassettesimo secolo e parlava dei missionari. Fine.

Per cui l’unica cosa che volevo era seguire la storia.

Non sono un esperto di Scorsese, ho visto alcuni dei suoi film e non lo potrei certo classificare tra i miei registi preferiti. Però devo riconoscergli una personalità ben distinguibile.
A fine pellicola, alzandomi dalla poltrona ho cominciato a buttare lì qualche commento ai miei compagni di visione e mi sono accorto che, posto che la storia ci è stata raccontata con grande limpidezza -caratteristica, seppur essenziale, spesso ampiamente sottovalutata- apriva a una serie di domande interessanti a tutto campo sul senso del film.

Le due a mio parere più importanti: perché il titolo Silence? Qual è il senso della storia?

Non vorrei affrontare i temi raccontati nel film, ma mi piacerebbe che lo vedeste, per poi affrontarli voi. Aggiungo solo che un mio amico diceva, tempo fa, che noi siamo restii a far derivare una concezione da una storia particolare.

È senza dubbio un film provocatorio (nel senso proprio del termine), e le domande che si pone Scorsese non si risolvono in una chiacchierata fuori dal cinema…

Posto che serve la pazienza di seguire il metodo dettato dal regista (non entrate in sala pensando di andare a vedere un film del ciclo di Fast & Furious) un film che suscita tali questioni merita questa fatica.

Buona visione!

Lucio


Il Film è da una settimana nelle sale cinematografiche a Rimini, occorre affrettarsi per non perderlo (Cinema Settebello: 15.30-18.15-21.15 lunedì ore 21.00 – UCI cinema ore 22)

Posto il consiglio di andare a vedere il film spogli da interpretazioni previe, consigliamo da subito la lunga ma bellissima intervista di Antonio Spadaro a Martin Scorsese (cliccate qui). Non toglie nulla alla sorpresa del film, non interpreta ma permette di cogliere come Silence sia per il regista americano il film della vita.

Una volta visto il film, è assai interessante l’interpretazione di Antonio Autieri  reperibile sempre cliccando il link qui, a cui si può aggiungere la riflessione di Emanuele Polverelli sul suo blog.

1 thought on “Silence, un film che accende la domanda”

  1. Il silenzio è sempre una condizione che spaventa, perché non sai dove ti porta, un viaggio che sarà di scoperta e valutazione interiore, io adoro il silenzio e ci lavoro bene, sarà la mia forma mentis

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