Da leggere \ L’ultima notizia

4340455671_528952872dUna delle ultime ricerche uscite rispetto alle fonti di informazione è uno studio condotto da Pew Internet and American Life Project. “News on line sempre più lette” come fonte di informazione utilizzate dai cittadini statunitensi. “Il 61% degli intervistati ha dichiarato, infatti, di servirsi di Internet come fonte primaria di informazioni mentre, nonostante l’età, la radio occupa ancora una posizione di rilievo per il 54% del campione preso in esame”.

In ogni caso basta pensare le azioni che quotidianamente si fanno per informarsi nella propria vita quotidiana per rilevare questo.

Il dibattito è accesso da tempo rispetto alla crisi dei giornali di carta, lo sviluppo di internet, la sua regolamentazione, l’attendibilità di certe informazioni che circolano in rete.

Quello che si vuole rilevare qui è che non è appena un tema da addetti ai lavori, sul futuro dei giornalisti, ecc..

Il problema è come guardiamo la realtà. Pensiamo a quanto di quello che sappiamo deriva dai giornali, quanto delle discussioni quotidiane nascano da questi. Sta arrivando un altro mezzo con grandi potenzialità, ma anche molti limiti.

Per entrare nel dibattito e capire quello che sta accadendo, vale la pena leggere un libro uscito da qualche settimana. Il titolo è volutamente provocatorio “L’ultima notizia” (Edizioni Rizzoli) scritto da due ottimi giornalisti: Marco Bardazzi, giornalista de La Stampa e Massimo Gaggi, inviato delCorriere della Sera a New York.

Vale la pena leggere questo libro perché:

il dibattito su internet, la sua regolamentazione, la libertà che offre, è spesso molto accesso. Qui si trova un giudizio equilibrato e ragionevole, che non cade nell’eccesso di spingere solamente verso il nuovo e nemmeno difendere un vecchio modo di lavorare dei giornalisti e di concepire i giornali.

In secondo luogo offre una panoramica di esperienze di giornalismo, soprattutto statunitensi; un nuovo orizzonte, di cui in Italia ancora non esiste nulla, ma che potrebbe essere un futuro molto prossimo.

Infine offre spunti rispetto anche a che cosa significa leggere il web. Perché si pensi a quando leggiamo un giornale: sappiamo chi lo pubblica, molto spesso sappiamo anche chi è il giornalista che ha scritto il pezzo, insomma oltre alla notizia abbiamo altri elementi per leggere criticamente quello che ci sta di fronte. Tutto questo rispetto al mondo delle news on line, dei social network, è un cammino tutto da fare.

C’è un atro dato da considerare che molto spesso in tanti scordano, e che rischia di trasformare intenrnet in una nuova ideologia. Cioè il fatto che è uno strumento, e non un soggetto. Da qualche mese è partita una campagna per promuovere l’assegnazione del Nobel per la pace a internet. Si legge nella pagina della campagna che internet ha posto le basi di una società più democratica, ma basta lo strumento internet a fare questo?

Qui la pagina web contenente tutte le informazioni sul libro e anche il dibattito che si è creato attorno: http://marcobardazzi.com/eradivetro/

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